mercoledì 19 novembre 2008

Presentarsi - 03 - Il fatidico incontro


Gli editor si cercano. Ok mi direte, è una cosa banale quella che stai dicendo. Forse avete ragione ma il mito dell'editore che viene a cercare è ancora diffuso.
Dove trovare editor? Sono una razza che si muove spesso verso fiere del fumetto oppure potete andarli a trovare o contattarli via mail o lettera. E' molto semplice trovare i loro contatti.
L'incontro di persona io lo consiglio vivamente perché conoscersi anche se si parla male la lingua è sempre una marcia in più. Ovviamente una chiacchierata non basta, serve molto di più.
Ma partiamo dall'inizio, un editor vede molti, molti progetti specie alle mostre. In più non solo vaglia i nuovi progetti ma deve anche seguire i progetti in corso d'opera quindi il suo livello di attenzione è basso e anche il tempo limitato.
E' essenziale cercare di capire, come in ogni colloquio di lavoro, chi vi sta davanti. Cercate se possibile di parlarvici il più possibile ma se vi rendete conto che non gli piace il vostro lavoro o che non è in vena evitate di insistere troppo. Non demoralizzatevi se vi dice che non è in linea con la loro produzione e non esaltatevi troppo se vi dice: "interessant" Queste sono due formule usatissime dagli editor ma entrambe vogliono dire poco. Se vedete che si presta al dialogo fategli domande anche magari qualche domanda su cosa possano cercare, il tipo di storie e dimostratevi aperti a cambiamenti o a fare anche altro. Giustamente si decide tutto in un incontro ma è un modo per gettare le basi. Dopo sta a voi ricordargli della vostra esistenza.
Come dicevo nel post scorso durante il dialogo o per mail parlate delle potenzialità e ovviamente esaltate quello che vi sembra più in linea con le loro produzioni e proponetevi in tutti i modi possibili ma mantenendo dignità e dimostrando amore per quel che avete fatto.
Ma quanto portare?
Il tempo non è molto quindi portate un numero di cose limitato poi dovrete tenervi delle cartucce in serbo per il domani e non aver fatto in tutto troppe pagine dato che un progetto è una scommessa che si può facilmente perdere quindi meglio giocare su più fronti che affezionarsi tanto a un progetto solo.
Di solito una presentazione di una paginetta, 4-5 pagine di sceneggiatura che leggeranno, forse, solo tornati a casa, 3-4 pagine matita e inchiostro e magari due colorate sono sufficienti e lasciategli una copia del progetto se si dimostrano favorevoli. Ovviamente mettete ovunque i vostri recapiti ma difficilmente sarete ricontattati quindi chiedetegli sempre un recapito.
Dopo inizierà la parte meno esaltante e più faticosa: l'importanza della costanza. (continua...)

4 commenti:

Nazedo ha detto...

Cara Claudia,
innanzitutto volevo ringraziarti per la visita sul mio umile blog.
In secondo luogo volevo scusarmi per aver aggiunto tra i blog che seguo il tuo senza avertelo chiesto.
In ultima istanza volevo complimentarmi per questo post: utile come sempre!!!
Ah, se non ci fossero persone come tecome faremmo noi poveri imbrattafogli in erba?!?
Peccato non esserci incontrati a Lucca... Sarà per la prossima volta!

Anonimo ha detto...

Vorrei aggiungere qualcosa che in realtà vale per tutti i lavori.
Quando fate un colloquio dovete dare l'impressione che il posto sia proprio quello che voi sognate da una vita! Il vostro desiderio più grande!
Dovete dare l'impressione che se anche tecnicamente non siete la persona che cercano potete superare tale mancanza con l'energia dell'entusiasmo, della voglia di apprendere e dell'abnegazione al lavoro.
E' più importante per un datore di lavoro avere una zolla di terra coltivabile che promette di mettercela tutta per far crescere qualcosa che un campo già fiorito che non ha prospettive di diventare qualcosa di più.

Ciao.
Quintana.

Claudia ha detto...

Nazedo: macchè chiedere per il link, grazie. Magari prossimamente guardo se trascrivere questi post altrove per dargli maggior visibilità vediamo se riesco a tirar su un minimo di discussione.

Quintana: Sì, dimostrare interesse funziona anche se poi quando ho fatto colloqui in altri settori mi sono sempre sentita che dall'altra parte più che altro puntavano ad avere uno schiavo. :D

Anonimo ha detto...

Beh, oggi come oggi per iniziare va bene anche fare lo schiavo, la gavetta è importante com'è altrettanto importante entrare nel giro.

Quintana.