mercoledì 5 dicembre 2007

Little Miss Sunshine (vincenti o perdenti)


Qualche giorno fa ho visto Little Miss Sunshine, un commedia americana leggera ma che affronta, in modo soft, un aspetto della vita importante, il perdere.
Una volta sentii Velasco, un ex-allenatore plurivincente di pallavolo, dire che l'importante era imparare a perdere perchè vincere è più facile che perdere. In effetti statisticamente è più probabile :D
Molti di quelli che seguono il mio blog sono giovanissimi ma io che ho qualche anno in più conosco l'origine del fenomeno "vincenti" avvenuta negli anni ottanta quando ci nutrivano a film in cui la morale era sempre che lo sfigato perdente poteva dandosi da fare diventare un vincente contro ogni aspettativa.Interessante anche come si descriveva il perdente: solo, senza ragazza, impacciato, timido poi dopo trovava tanti amici, la donna e diventava esuberante e spigliato.Quelli della mia generazione sono venuti su pensando che volevano diventare vincenti e ancora va forte questa "moda", basta guardare le vendite dei manuali per migliorare la propria posizione sociale o per vincere le proprie paure. Ma siamo veramente convinti che questo impeto sia positivo? Cercare di migliorarsi è normale ma anche accettare di perdere è importante. Spesso ci rifletto sopra, sul come la paura di mostrarci per quel che siamo ci riduce a fingere nascondendo tutto quello che ci va male e ci rimane dentro. Con gli amici più intimi ci si confida per non scoppiare ma al resto del mondo non ci piace mostrare questa faccia, perchè abbiamo paura di perdere punti. Alla fine quelli con più amici e rispetto ci sembrano sempre i "vincenti".
Per tutti questi discorsi è interessante il film che vi consigliavo all'inizio per capire quanto dei perdenti possono essere uniti e felici.

7 commenti:

paolo ha detto...

Mi spaventi quando scrivi 'ste cose!
Comunque si, hai ragione. Io poi ho una vera passione per i secondi, quelli che arrivano a un palmo dalla vittoria!

Claudia ha detto...

Niente paura, non sto nella cacca ho solo visto un film che mi ha fatto riflettere :D
Mi ha dato da pensare al come affrontare spesso ci troviamo a non saper perdere e ci sentiamo soli e falliti mentre quella è la condizione più comune sulla terra.Insomma se riuscissimo a prendere meglio e a sentirci meno di cacca forse potremmo reagire meglio e divertirci di più nella vita :D

ColoRick ha detto...

Davvero un bellissimo film, mi è piaciuto molto.

Fabrizio ha detto...

Uno dei miei film preferiti degli ultimi anni.
Molto interessante la riflessione sugli anni '80.
I frutti di quel vero e proprio lavaggio del cervello li raccogliamo oggi. E sono frutti avvelenati (tanto per chiudere con una nota positiva...).

Claudia ha detto...

ColorRick:Sì, una commedia leggera che può essere apprezzata da tutti se non si ha problemi a far vedere un nonno cocainomane maniaco del sesso e uno studioso gay che si vergogna di comprare riviste erotiche etero e che tenta il suicido....ah ah! Una mia amica voleva proiettarlo a un cineforum per bambini ma non glielo fanno passare per questi motivi.

Fabrizio: Sì, è amaro ma il fatto che ci riflettiamo su fa piacere, forse è segno che qualcosa sta cambiando. E non può essere in peggio (per aggiungere una nota positiva :D)

Anonimo ha detto...

Non ho visto questo film; me lo segno e provvederò al più presto.
Velasco non è solo un allenatore di pallavolo, ma ha tenuto "chiacchierate" di formazione per diverse aziende (tra cui quella per cui collaboro): la sua lucidità e saggezza mia hanno lasciato un piccolo segno. E' vero quanto dici, Claudia, che è importante imparare a perdere, ma è anche vero che Velasco non si limita "insegnare" questo; imparare a perdere è un elemento inscindibile dell'imparare a vincere... mi ricordo l'esempio che ci fece: era quello dei campioni di pallavolo che nei tornei estivi, quelli a 2 sulle spiagge, non riuscivano nemmeno a salire sul podio; loro sostenevano che era colpa della sabbia, del sole, del caldo... nemmeno uno che accettasse i propri limiti e i propri deficit di preparazione... nessuno che diceva che non si era preparato per quel gioco; eppure erano loro le star. Insomma, saper perdere, secondo Velasco, significa cogliere l'opportunità per andare avanti e per migliorare... attenzione: non è "arrivismo" (quello tipico dei film degli anni '80), ma conoscenza di sé stessi senza alibi e senza false scuse.
Ma qui non si parla di fumetti?
Ciao,
Leo

Anonimo ha detto...

p.s.
Velasco è un allenatore tutt'ora attivo: allena la Acqua Paradiso Gabeca Mintichiari (BS) (la mia provincia :-) ), squadra maschile A1.
Sciau,
Leo