sabato 5 aprile 2008

Chi paga?

Ultimamente leggo un discreto numero di annunci che mi sembrano bizzarri. Ho visto inserzioni di sceneggiatori alla ricerca di compagni di avventura che dicevano di voler pagare il disegnatore o, in altri casi, di fare a metà dei compensi.
Io lavoro nel mercato francese e in questo mercato è uso che se ci si propone per un progetto assieme ovviamente lo si fa perché tutti si crede nel progetto, nessuno paga nessuno in anticipo e la cosa mi sembra decisamente assennata. Siamo tutti autori perché uno di noi dovrebbe essere stipendiato da un altro? Ed io che sono colorista da chi dovrei essere pagata se ragioniamo in questa strana logica del "paga chi sta prima nella catena"?

Apro una parentesi per chi non sa come avvengono le retribuzioni in Francia. Gli autori hanno una percentuale sulle vendite ma vengono anche retribuiti con un anticipo che ovviamente viene elargito in qualsiasi caso, anche di mancato raggiungimento di una vendita tale da coprire questa cifra. Nei casi in cui le vendite siano buone quando si raggiunge il pareggio tra soldi dati e percentuale di diritti d'autore dovuti viene versata la differenza.
Alla luce di questa premessa, un altro punto che è mi dà da pensare è la divisione al 50%. Data la differenza di tempo che occorre a un disegnatore per creare una pagina rispetto a quella dello sceneggiatore, il disegnatore inizialmente deve ottenere un anticipo sui diritti maggiore se però i proventi si dividono fifty-fifty il disegnatore inizierà a guadagnare dopo lo sceneggiatore e non sarebbe giusto.
Nel mercato francofono la percentuale passa al 50 % dopo il raggiungimento del pareggio prima la percentuale è spostata a vantaggio del disegnatore per i motivi che dicevo poc'anzi.
Ovviamente non dico che i metodi adottati dai francesi siano gli unici validi, solo che qualcuno mi deve spiegare da dove vengono fuori gli strani metodi che spuntano in Italia e quali sono le motivazioni che portato a queste azioni.
Qualcuno di voi ha la soluzione?

EDIT 18-04-08. So di chiedervi molto ma se siete interessati all'argomento dovreste continuare a leggere e guardare anche i commenti. Troverete che la discussione si è sviluppata parecchio, ho anche chiesto il parere di G. Goria segretario del SILF a riguardo.
EDIT 19-04-08. Continuo questa discussione nel mio post odierno con l'intervento di Ivo Milazzo e la sua proposta di legge.

20 commenti:

Il Glifo ha detto...

Ciao Claudia,
io, come tu sai, non sono ne uno sceneggiatore ne un disegnatore.
Tuttavia sulla questione "Come dovrebbe essere diviso il compenso" mi sono sempre posto una domanda:

Ma questo modo di ragionare:

"Alla luce di questa premessa, un altro punto che è mi dà da pensare è la divisione al 50%. Data la differenza di tempo che occorre a un disegnatore per creare una pagina rispetto a quella dello sceneggiatore, il disegnatore inizialmente deve ottenere un anticipo sui diritti maggiore se però i proventi si dividono fifty-fifty il disegnatore inizierà a guadagnare dopo lo sceneggiatore e non sarebbe giusto."

...per il quale lo sceneggiatore ci metto meno tempo a produrre del disegnatore e quindi dovrebbe essere pagato di meno, non sminuisce la figura dello sceneggiatore?

Intendo DI FATTO.

Che in Italia, per esempio, ci siano molti più disegnatori in gamba piuttosto che sceneggiatori in gamba ma, soprattutto, che ci siano pochissimi sceneggiatori capaci di scrivere qualcosa di armonico o di semplicemente leggibile ( non dico interessante perchè sarebbe chiedere troppo)mi sembra palese.
Si contano sulla punta delle dita...


Cioè, che si ritenga che per fare il disegnatore si debba avere talento mentre lo sceneggiatore lo possono fare tutti ( o quasi) non porta poi a risultati catastrofici?

Insomma, che lo sceneggiatore ci mette meno tempo del disegnatore, è fisiologico alla capacità dello sceneggiatore medio o è una semplice realtà?

Ci ha messo più Alan Moore a scriverlo Watchmen o Gibbons a disegnarlo?

Scusa per l' intervento lungo.

Un saluto

IL GLIFO

francesca ha detto...

ciao :)
grazie per la visita
sei veramente brava
i miei complimenti con anche tanta invidia (ma di quella buona :P)
torna quando vuoi.

faureiana ha detto...

''Ci ha messo più Alan Moore a scriverlo Watchmen o Gibbons a disegnarlo?''

io la vedo un po' così.. se si parla di Moore: quante cosa ha scritto Moore mentre Gibbons disegnava Watchmen?"..

Questo non sta secondo me a sminuire il valore dello sceneggiatore rispetto a quello del disegnatore. Solo che hanno tempistiche diverse.

E secondo me è vero che tutti possiamo disegnare e tutti possiamo scrivere.
Bisogna poi vedere come e con che qualità-giustificata al settore- lo si fa... no? ^___^

io non me ne intendo e ancora ci devo sbattere la testa su ste cose dei pagamenti... spero a breve di risolvere, però... =P

in attesa di essere davanti all'amletica questione, ti faccio i miei complimenti per gli ultimi lavori che prima non te li ho fatti... apertamente... ;)

ciauz*g

Ketty Formaggio ha detto...

C'è poco da fare, è un discorso interessante. Ancora non ho esperienza con la francia per capire dove si deve andare a parare in questi casi, ma mi par di capire che il discorso del 50-50 lo facciano soprattutto gli autori che vanno allo sbaraglio.
Poi non vedo cosa ci sia di male che vengano ingaggiati a pagamento i coloristi o i disegntori per preparare un progetto. Magari è un progetto che tu professionista non ritieni possa avere molto successo, quindi non lo faresti mai investendoci tempo aggratis... ma puoi colorarlo se ti pagano.

Mi hanno sempre scritto in molti chiedendomi collaborazioni gratis, solo a pochi ho detto di si perchè credevo che fossero cose pubblicabili.

Non che io mi ritenga divina, no! Ma insomma... é_è sento di dover almeno fare colori per persone che disegnano cose professionali a par livello mio.

Forse però sbaglio in toto.
Non è andato ancora in porto nulla dei progetti che ho colorato.


Bacini!
k

Claudia ha detto...

Per Il glifo. Scusarti per l'intervento lungo? Ma perché? Magari ci fosse più gente disposta a dialogare ma in effetti se metto solo immagini che discussioni vuoi mai tirare su.
Io penso che il lavoro dello sceneggiatore non venga sminuito se prende una paga minore, in fin dei conti all'ora la paga torna uguale. Poi certamente esistono eccezioni che si sanno far rispettare da sé :) Posso immaginare che se Alejandro Jodorowski sceneggia un albo e lo fanno disegnare a un emerito sconosciuto Jodorowski si prenderà una parte maggiore in qualità del suo nome.
Fatto sta che uno sceneggiatore riesce a tenere le mani in 3-4 progetti contemporaneamente un disegnatore già con due va nei pazzi :)
Poi io sono la prima a dare una grande importanza alle storie che sono alla base delle vendite di ogni secondo numero. Ed io sono una mooolto critica per quanto riguarda le storie.
Però rimane il mio dubbio, perché?

Per Faureiana. In effetti sono d'accordo con te sul fattore tempo, e poi io sfaterei il mito dello sceneggiatore che fa un mestiere più facile del disegnatore, cioè a parole si dice che a scrivere son buoni tutti mentre a disegnare...ma tra scrivere un tema e mettersi a fare una sceneggiatura ce ne passa e ce ne avanza. Ci vuole mestiere, conoscenza delle regole e dei meccanismi da utilizzare se no si dura una fatica immensa e non se ne cavano le gambe.

Per Ketty: Non penso che colorerei niente in cui non credo se non me lo chiede un editor. Se un editore ha un progetto approvato che non mi piace ma paga allora va bene ma nn vedo perché dovrebbe pagarmi un disegnatore o uno sceneggiatore, siamo tutti artisti.
Io do agli editori il diritto di pubblicare il mio materiale e loro pagano questo diritto, i famosi diritti d'autore ma lo sceneggiatore cosa avrebbe da me? Non gli vendo nulla, non gli cedo i diritti anche da un punto di vista legale è ingiustificabile.
Poi se una persona fosse così provveduta da offrirmi un pagamento in cambio della colorazione di poche pagine per presentarle a un editore probabilmente rifiuterei perché penserei che è abbastanza sprovveduto e poco addentro ai meccanismi editoriali.
Altro dubbio che mi viene ragionando per assurdo, considerando l'ipotesi che ci possano pagare, ma poi come si gestisce il rapporto tra i due? Lo sceneggiatore si prende una paga maggiore se va in porto il progetto? Chi paga avrà diritto di pretendere indietro i soldi delle pagine fatte se il tomo viene pubblicato?
Sinceramente trovo questo scenario assurdo come le sue premesse.
Cmq per finire posso dirti che magari hai solo avuto sfortuna per i progetti che hai portato avanti e che non sono andati bene per ora. Ci vuole costanza e tante prove ma sono sicura che ce la farai. :)
Per Francesca. Grazie per i complimenti, certo che ci torno sul tuo blog:D

faureiana ha detto...

ketty scusami ma non ho capito il discorso " a gratis perchè pensavo fossero cose pubblicabili".

ok. io non sono nulla. non ho mai pubblicato nulla. (ancora XD). Non ho esperieza ne con editor ne con altre intercessioni per un progetto finalizzato alla produzione... però ho avuto modo di lavorare disegnando.Ho contatti con gente che mangia facendo questo mestiere e sinceramente non credo che "gratis purchè si pubblichi una cosa buona" (o senza "cosa buona") rientri nel mio credo...
la gente è abituata bene in italia. sfrutta perchè può farlo, non perchè sia cattiva. Sono cattive le condizioni in cui siamo...
Esempio pratico: se tu, con un minimo di esperienza, non ti fai pagare per delle collaborazioni...io che sono appena uscita da una scuola con zero esperienza sul campo, quante possibilità ho di trovare qualcosa da fare seriamente?

Magari non è proprio quello che intendevi tu, ketty, ma è una questione interessante comunque, penso... =D
ciauz*g

Il Glifo ha detto...

Cara Claudia,
la soluzione alla questione non è semplice.
Ti chiedo, per iniziare a ragionare (partendo molto a monte):

Sei d' accordo con me che in giro ci sono 100 volte più disegnatori capaci che sceneggiatori capaci?

PArtiamo da qui.

Un saluto anche a Ketty!

Ciao
IL GLIFO

filippo ha detto...

Ciao a tutti,
non credo che si debbano fare classifiche sulla base della quantità di lavoro svolto ma semmai sulla qualità di quesst'ultimo. Sceneggiatori e disegnatori sono solo due anelli di una catena che è un tantino più lunga che parte dagli editori ed arriva fino alla distribuzione senza la quale non si va nessuna parte. Che sia giusto o meno però per la legge sul diritto d'autore i proventi spettano, salvo patti diversi fra le parti, a tutti gli autori in parti uguali.
Cio non toglie a nessuno il diritto di farsi pagare per le cose che fa nella misura che crede sia giusto, e neppure ai furbi di approfittare delle situazioni, bisogna solo stare un po' attenti e valutare bene le situazioni prima di rimetterci ;)
non so se sono riuscito a spiegare il mio punto di vista però ci ho provato.

Ketty Formaggio ha detto...

Ciao a tutti, Glifo, Fau, Claudia e Filippo, anche se non ci conosciamo! :)
Hum... sì, anche se non sono del tutto convinta credo di aver capito la posizione di Claudia e Fau.
Forse non ho ancora colorato abbastanza progetti per aumentare le probabilità che qualcosa vada in porto, non mi demoralizzo! ^__^

DUBBAFETTA ha detto...

non ho la soluzione..ma se vuoi posso darti una serie infinita di altri quesiti.. :-)

SILVIO ha detto...

Ciao Claudia, ti sei imbattuta in un bel garbuglio. In principio bisognerebbe arrivare in Italia al riconoscimento dei diritti d'autore cosa che spesso viene a mancare in tante case editrici e case di produzioni. Dopodichè si può parlare delle percentuali tra i vari coautori. Dal mio punto di vista, il problema sta nel fatto che un disegnatore deve investire molto più tempo a disegnare che uno sceneggiatore a stendere una sceneggiatura. Questo comporta che uno sceneggiatore può seguire più opere in un anno a differenza di un disegnatore che per quanto veloce sia arriverà a fare max 2 albun all'anno parlando di prodotto francese. Dopodichè il colorista di solito è considerato purtroppo l'ultima ruota del carro anche se negli ultima anni si sono rivalutati moltissimo.

Claudia ha detto...

Per Glifo. Non conosco il rapporto numerico tra sceneggiatori e disegnatori bravi , io sono molto critica con le storie e non ne trovo molte di mio gradimento ma anche se fossero pochissimi gli sceneggiatori e bravissimi ci metterebbero sempre meno a scrivere una tavola che non a disegnare la stessa, sinceramente non capisco molto bene dove vuoi arrivare io volevo parlare della strana idea dei pagamenti che viene fuori in diversi spazi sulla rete che a me fa inorridire.
Per Filippo. Sinceramente non capisco cosa intendi per classifiche ma sicuramente il lavoro si deve pagare principalmente in base alla quantità e ai tempi di esecuzione, che sono dei parametri oggettivi. Come puoi pagare un lavoro secondo la qualità? Chi decide di che livello qualità è?
Non capisco cose c'entrino i distributori. In Italia non si viene retribuiti in base ai diritti d'autore in paesi come la Francia ho spiegato che i diritti sono divisi in maniera eguale ma solo dopo che si è raggiunta la somma dell'anticipo dato che l'anticipo non è diviso in parti uguali, così funziona da loro la legge sui diritti d'autore, scusami ma non capisco di quale paese tu stia parlando. A dire il vero non ho capito neanche la tua ultima frase, chi si approfitta dell'ingenuità NON è un furbo ma un caccoso vedi post vecchio e il "diritto" di truffare non deve essere rispettato perchè uno che accetta del denaro da qualcuno che ingenuamente sta buttando via soldi, secondo me, si sta svendendo per 4 lire.
Per Fau. Ho parlato con te via msn e abbiamo capito che il tuo messaggio nasce da un piccolo equivoco nato leggendo il messaggio di Ketty.
Per Ketty. Non mi era arrivata la mail del tuo ultimo intervento cmq l'intervento di Faureiana è dovuto a un piccolo malinteso lei pensa che tu parlassi di lavori a gratis non di prove a gratis. La parte mia invece non so magari leggendo anche questi miei ultimi commenti puoi comprendere meglio il mio pensiero se poi hai domande fa pure.
Per DUBBAFETTA. Un quesito alla volta per carità che se no mi fondono le sinapsi.
Per Silvio. Completamento d'accordo con te, quello che mi rende perplessa è che gli annunci che a me lasciano stranita vengono proprio da zone del web vicine a quelle gestite da chi dovrebbe portare avanti il riconoscimento dei diritti d'autore in Italia, non so se sia frutto di un fraintendimento o cosa ma mi faceva piacere parlarne.

Gianfranco Goria ha detto...

> Buongiorno Gianfranco Goria, non ci conosciamo quindi mi presento, mi chiamo Claudia Checcaglini e lavoro come colorista per il mercato francese e come tanti tengo un mio blog. Nell'ultimo post che ho scritto parlo di un argomento che la coinvolge, sto affrontando il tema della suddivisione dei pagamenti degli artisti e di annunci che appaiono anche nel suo spazio web che propongono "strane" forme di collaborazione che ho difficoltà ad inquadrare. Se volesse e potesse esprimere il suo parere a riguardo mi farebbe piacere. Tra l'altro lei fa anche parte del sindacato che dovrebbe, tra le tante cose, occuparsi anche,del diritto d'autore quindi sarebbe utile sapere il suo punto di vista . Se può postare direttamente una risposta sul mio blog altrimenti se mi scrive via mail dandomi il permesso di pubblicare la sua risposta sarò io stessa a metterla in linea.
A presto Saluti Claudia Checcaglini
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Eccomi! Ho intravisto che la discussione è già ben avviata e in diversi stanno dando il proprio contributo, da un punto di vista professionale, per cui il mio potrebbe risultare superfluo, quando arriverà. Inoltre di solito non posso frequentare tutti i forum (e le innemerevoli discussioni che si sviluppano negli innemerevoli blog...), per cui non potrò nemmeno seguire gli sviluppi di questo. Perciò, pur rispondendo volentieri, nei miei limti, alla richiesta di Claudia Ceccaglini, non posso non rimarcare questi ulteriori limiti del mio breve e sintetico intervento.
Tralasciando la questione degli annunci che appaiono talora su afNews.info (agenzia giornalistica specializzata di cui sono proprietario e direttore e che non c'entra col sindacato di cui sono, invece, segretario generale), la cui pubblicazione è regolata da uno specifico disclaimer (eppure, nonostante sia piuttosto chiaro, spesso sono costretto a non autorizzare la pubblicazione di annunci in quanto non conformi nemmeno a quelle poche regole minimali - da qui l'avviso, sempre presente prima dell'annuncio ricevuto da afNews, a far SEMPRE controllare QUALUNQUE tipo di contratto e/o accordo dal proprio Sindacato prima di firmarlo), vorrei concentrarmi sugli spunti che leggo nel testo di Claudia Ceccaglini.
Il tema è piuttosto ampio e comprende più di una domanda implicita. Al di là di usi e costumi locali, le Leggi sono l'elemento "certo" attorno al quale sviluppiamo l'azione sindacale di categoria come SILF/SLC/CGIL (sindacato che si occupa specificamente dei settori fumetto, illustrazione e cinema di animazione - www.cgil.it/silf/). Sulla base del corpus legislativo, gli accordi tra autori sono totalmente liberi. Se un vincolo esiste, è quello della legge sul diritto di autore (in fase di modificazione per adeguamento alla normativa europea) e, con maggiori dettagli, il capitolo indicato come "contratto di edizione", che è vincolante sia per gli editori, sia per gli autori. Ma i rapporti fra autori sono liberi, per ora. Alcune delle modifiche future porranno dei vincoli più precisi anche in questa direzione (a seconda di quale sarà il testo definitivo che verrà licenziato dal Parlamento), ma al momento se uno sceneggiatore concorda il 10% della retribuzione e il disegnatore il 90%, e ambedue firmano un accordo che in tal senso li vincola fra di loro, lo possono fare. Indipendentemente dal "valore" di ciascuno. Faccio un esempio concreto. Per scrivere soggetto e sceneggiatura e raccogliere la mole esagerata di documentazione (iconografica, video, fotografica, culturale ecc.) per la storia "I Tre Samurai" che feci molti anni fa per la Disney Italia, io ci misi un anno di lavoro. Il collega disegnatore cui furono affidate le tavole da disegnare e inchiostrare ci mise sei mesi a fare la sua parte (nel tempo libero: nel resto della giornata disegnava, più velocemente, altre storie). Io venni comunque pagato la metà di quanto invece venne dato al disegnatore. Mentre io lavoravo a una sola storia (che per la particolare complessità non mi consentiva di dedicarmi ad altro), il disegnatore ha lavorato a diverse altre storie, oltre la mia, persino nelle giornate in cui lavorava alla mia. La retribuzione era quindi decisamente sfasata, basata su criteri (considerati standard dalla Disney Italia di allora, sulla base esclusivamente di una scelta interna aziendale) che nulla avevano a vedere con la realtà del lavoro effettivo. Va da sé che, in seguito (e anche a motivo di continui improbabili interventi di modificazione non concordata sui miei testi, anche in altre storie, sia da parte della redazione di Topolino e Minni, sia addirittura da parte di "colleghi" disegnatori, io scelsi di non lavorare più per la Disney Italia e mi rivolsi altrove (diciamo... Oltr'Alpe) con ben altra soddisfazione personale. Allora il sindacato ancora non esisteva e per far valere le mie ragioni avrei dovuto investire capitali in avvocati. Più semplice fu, allora, lavorare per altre persone e con altre persone. Ma il rapporto tra autori è e resta libero. Necessita sicuramente di buon senso, di conoscenza professionale (e rispetto) dell'altrui lavoro e delle norme di legge ecc. ecc. ecc. Magari talora abbisogna della mediazione professionale di un sindacalista professionista, certo. Mediazione che va esplicitamente richiesta e che è gratuita per gli iscritti al sindacato, altrettanto ovvio.
Ma non è automatico nulla, se non è previsto dalla legge (e, spesso, la legge non viene nemmeno applicata correttamente, se non c'è un intervento specifico in tal senso), o se non c'è un contratto nazionale di riferimento. E non c'è (per ora) alcun Contratto Collettivo Nazionale nei settori di nostro interesse, in quanto scarsamente sindacalizzati, purtroppo. Qui ognuno va per conto proprio, convinto della propria superiorità rispetto ai colleghi (e quindi convinto di avere un maggior potere contrattuale), e si predilige la trattativa individuale al posto di quella collettiva. Ognun per sé e Dio per tutti (per chi ci crede, naturalmente - per gli altri manco quello).
Perciò non mi stupisco di nulla, finché resta nell'ambito delle leggi. Certo, se si volesse cambiare sistema, sarebbe auspicabile per tutti. Ma questo richiede una lungimiranza, da parte degli autori in primis, che spesso non è disponibile, anche per i motivi di cui sopra.
Un sistema di Tutele, e l'abbandono dell'attuale sistema deregolamentato, contribuirebbe ad avvicinare l'Italia all'Europa anche nel settore delle attività creative. Ma questo richiede senso di gruppo, senso della collettività, capire che l'individuo ci guadagna a "fare gruppo" con gli altri (senza perdere per nulla la propria individualità). Nei Paesi in cui concetti di questo tipo (magari accompagnati dal senso dello Stato, dal senso della Società, dal senso di Responsabilità ecc. ecc. ecc.) è più facile arrivare ad aver leggi specifiche che regolamentano in modo equo quanto i lavoratori hanno già contribuito a regolamentare de facto col proprio comportamento, individuale e collettivo.
Non dimentichiamo, per esempio, che accanto alla vexata questio della ripartizione fra autori della retribuzione, ci deve essere anche il discorso della ripartizione dei diritti di autore, della ripartizione (fra sceneggiatore e disegnatore, per esempio) delle tavole originali, della ripartizione dei diritti derivati, delle ristampe, delle riedizioni ecc. Per non parlare della questione, non trascurabile, della pensione: nel 2005 il SILF ha ottenuto dal Governo (dopo cinque anni di faticosissimo lavoro) il riconoscimento formale dallo Stato Italiano delle nostre professioni (dei settori fumetto, illustrazione e cinema di animazione, come potete leggere su www.silf-cgil.org) e l'inserimento di queste catogorie professionali nel fondo pensionistico ENPALS (che ha diversi vantaggi rispetto ad altri sistemi, più onerosi per il lavoratore, in quanto tiene conto della saltuarietà del lavoro ecc.): la ripartizione dei compensi incide anche su questo, visto che il sistema previdenziale italiano è ormai anch'esso di tipo contributivo (cioé legato a quanti contributi si versano al fondo pensionistico).
Come si vede di carne al fuoco ce n'è sempre parecchia, c'è molto su cui riflettere. Non sto a tediarvi oltre, nonostante sia stato invitato a farlo. :-)
Spero il contributo, per quanto davvero sintetico e limitato a pochi punti fra i tanti, possa essere utile alla vostra riflessione collettiva sulle vostre professioni. Per i motivi accennati in cima, non potrò seguirvi on line, ma sappiate che, a chi interessa, il SILF offre agli iscritti assistenza, servizi e tutela, sia pure solo dal 2000 (è uno dei sindacati più giovani d'Europa), opera per cambiare le leggi esistenti quando necessario (per cui il vostro contributo concreto in proposte e problematiche può esserci molto utile, e quindi diventare molto utile a tutti) e nel nostro sito potete cercare se c'è qualcosa che possa servirvi concretamente per il vostro lavoro.
In gamba e in bocca al lupo a tutti voi! :-)
gg x silf

alex crippa ha detto...

il tempo d'esecuzione è una cosa, la qualità un'altra.

TEMPO: in media uno sceneggiatore in Francia prende un anticipo di 80euro a tavola, il disegnatore più di 200. è quasi il triplo, e infatti il disegnatore ci mette quasi il triplo a disegnare la storia che lo sceneggiatore gli ha sceneggiato. nel frattempo sì, uno sceneggiatore può lavorare su altro, ammesso che riesca a piazzare altro. se non lo fa, il suo stipendio annuo se ne va affanculo e il disegnatore è comunque coperto.

QUALITA': in generale, ma sopratutto in Francia, senza qualità non ti pubblicano. punto. e il primo anello della catena è il soggetto che scrive lo sceneggiatore.

ORA: io amo e rispetto disegnatori e coloristi, senza di loro sarei perduto, perchè senza delle ottime tavole di prova l'editore manco lo legge il soggetto.
ma a volte mi piacerebbe invertire i ruoli, per una volta mi piacerebbe esser io ad attendere un'idea valida da qualcuno altro e "limitarmi" (molto tra virgolette, sia chiaro) a visualizzarla.

perchè è impossibile quantificare quanto occorre per farsi venire un'idea Valida, Originale, Vendibile.
a volte un giorno, a volte 6 mesi.

e purtroppo non c'è sindacato che difenda né editore che paghi per la gestazione di un'IDEA.
senza la quale non esisterebbe proprio un bel NIENTE.

dimenticavo: sono uno sceneggiatore italiano che lavora da un pò di anni per editori francesi, tra alti e bassi.

Claudia ha detto...

Grazie Gianfranco Goria, sinceramente volevio capire il suo punto di vista non per darle "colpe" degli "strani" annunci sul suo sito, non penso sia possibile verificare che siano tutti corretti ma volevo sincerarmi che non fossero suggeriti dal sindacato certi tipi di annunci.
Grazie per il suo apporto alla discussione.

Per Alex Crippa. Io penso che ogni parte del processo abbia le sue complicazioni, serve a tutti documentazione e applicazione più di quella che poi appare nelle pagine. Siamo dei liberi professionisti bisogna trovarci il lavoro e non sempre è cosa facile ma fa parte del nostro lavoro. Se uno non ce la fa con la sceneggiatura implementa con altro. Non mi sembra che nessuno sia più avvantaggiato di un altro, in fin dei conti una buona idea può venire in molti momenti un buon disegno solo mentre si sta disegnando. Non penso che si sia un anello più svantaggiato.

alex crippa ha detto...

in teoria hai ragione, Claudia, in pratica no. chi fa il nostro mestiere fa sempre più fatica a trovare lavoro e lavori, quindi quei pochi progetti che per il rotto della cuffia si riescono a tirare insieme dobbiamo farceli bastare.

il problema, mio, è che se a un disegnatore bastano due progetti (a volte anche uno solo) per coprire bene l'anno, a me ne servono il doppio se non più.
in altre parole: in un mestiere precarissimo come il nostro, uno sceneggiatore non può mai permettersi di tirare il fiato a differenza di un disegnatore che invece può farlo un pochino di più.

questa è la mia situazione specifica, non è LA regola. è comune però a molti altri colleghi sceneggiatori, il cui parere mi piacerebbe sentire.

se hai un nome, se sei in qualche modo famoso, è un altro discorso, il lavoro ti piove addosso...

Grifther ha detto...

'iao

Allora, premesso che ho datto un occhiata alla proposta di legge( il cui punto due mi è leggermente oscuro... Cioè, non ho capito esattamente cosa intendano... Se c'è un autore unico dell'opera, è ovvio che i diritti spettino a lui. Mentre se sono stati in due a creare i personaggi i diritti debbano essere divisi).

Io nasco come sceneggiatore, poi diventato disegnatore per la mancanza di rispetto nei confronti del mio lavoro da parte di parecchi disegnatori. Trovo un insulto propore ad un sceneggiatore percentuali come il 15%( mi è successo). Se non si crede nel progetto, non si partecipa e basta! Cioè, percentuali del genere sono a dire poco un insulto. Cos'è? Devo andare a fare l'elemosina davanti alla chiesa?( fu la mia risposta al suddetto disegnatore)

Come più di uno tra voi ha detto( con mio sommo apprezzamento per queste eprsone), un fumetto è un insieme di sceneggiatura e disegno, al fine di produre qualcosa se non altro piacevole per il lettore( e dunque vendibile per l'editore). Questo vuole dire che il lavoro di entrambi è ugualmente fondamentale.

Il fatto che abbino tempistiche diverse non rende meno difficile il lavoro dello sceneggiatore. Fare quadrare una storia, renderla scorrevole, 'logica', piacevole, divertente o quanto voluto dallo sceneggiatore è un arte che richiede impegno, preparazione, e forse più tempo di quanto non se nè dedichi attualmente, dove lo sceneggiatore per campare non deve fare 3/4 storie al mese, ma dieci o quindici... Ok, cifra magari un pò esagerata, ma penso che anche voi andiate all'alimentare ogni tanto...

Forse, e dico forse, il 50/50 non è giusto per i tempi, ma per la creatività intrinsica? Cioè, non che un disegnatore non debba essere creativo, ovvio, ma la vedo come cose diverse. La sceneggiatura sono binari in cui il disegnatore si trova "protetto", laddove, lo sceneggiatore parte da zero. Non so se rendo l'idea...

Solo le percentuali assurde, come quella da me citata prima, trovano una strada aperta con questa legge. IMHO

Poi, per rispondere alla domanda iniziale della nostra ospite. Un sceneggiatore che propone questo metodo, se non è uno sprovveduto, ti proporà un contratto tipo, che dopo la vendita di tot album, tornerai ad incassare una percentuale( magari allora del 50%), mentre quello che prenderà dall'editore nel frattempo, saranno esclusivamente affari suoi. Se lui ci guadagna, o ci perde, affari suoi. Semplicemente, se ti paga tot, vuole dire che lui ritiene di potere ottenere per quel lavoro( io parlo in caso ti chieda di realizzare l'albo intero, non le 4 di prova da mandare all'editore) un compenso corretto rispetto al suo lavoro.

'iao
Grifther

Ps. scusate i refusi, ma ho scritto di getto... :P

Claudia ha detto...

Il punto due vuol dire che se un autore, disegnatore o sceneggiatore che sia, ha creato interamente lui i personaggi a lui rimangono interamente i diritti sul personaggio ovvero se tu disegni i protagonisti delle tue storie anche se vengono realizzati poi da un disegnatore rimango tuoi e per tale fatto tu ne detieni i diritti ovviamente solo dei personaggi non dell'intera opera.
Se hai trovato disegnatori che non rispettano le tue sceneggiature ok, ma esisterà anche gente che le rispetta e cmq secondo me lasciare un po' di libertà al disegnatore è cosa buona e giusta magari non verrà esattamente come vuoi tu ma sei sicuro che non funzioni benissimo anche così? Molti professionisti lasciano un margine di libertà perchè magari un disegnatore ha un maggiore occhio per certe cose e gli torna meglio cambiare qualcosa.
Il 15% non è una percentuale così scandalosa, in Francia uno sceneggiatore prende il 22-23 % ma se consideri bene anche il tempo che usa per tavola è simile. Magari trovo più strano che tu ne discuta con lo disegnatore, di solito ognuno lo fa per i conti suoi con l'editor.
Le due parti del lavoro saranno ugualmente fondamentali ma non uguali nella quantità di tempo che occorre, se compro una casa voglio che ci sia l'impianto elettrico, lo ritengo fondamentale, ma non è che pago l'elettricista quanto la ditta edile.
Uno sceneggiature di mestiere fa tranquillamente 4-5 pagine al giorno, a un disegnatore serve 1 giornata e mezzo per fare una tavola se fai le proporzioni viene un poco più allo sceneggiatore :)
Non penso che lo scrittore abbia meno grane che il disegnatore, entrambi devono avere mestiere, cercare documentazione, studiare le inquadrature, un esempio su tanti se io dico fammi una pattuglia a cavallo che piomba su una decina di nemici da una rupe con il sole alle spalle e fammi la scena molto dinamica quanto ci ho messo a scrivere, pochi secondi ma ora vai a disegnarla.
La tua idea di uno sceneggiatore che trattiene lo stipendio del disegnatore per un periodo mi pare una cosa molto assurda. Certo in Italia dove non esistono leggi a riguardo sarà possibile trovare una cosa del genere ma in un mondo con qualche regola in più anche solo quelle della logica non ritengo che sia possibile. Non capisco questa figura dello sceneggiatore- imprenditore mi sembra un invenzione italiana sintomo di disperazione, se deve pagare il disegnatore perchè lavori con lui...
Ultimissima e qui mi ricollego al discorso che facevo con Alex Crippa io penso che il compenso allo sceneggiatore sia giusto certo è che se uno non riesce a piazzare un numero sufficiente di storie è il caso che faccia altro nei momenti senza lavoro. La maggior parte degli sceneggiatori francesi con cui ho collaborato fanno anche altre cose oltre ai fumetti, scrivono libri, sceneggiati tv, opere tetrali, film, videogiochi. Esistono tanti settori in cui un buono scrittore con idee può trovare impiego.

paolo raffaelli ha detto...

Totalmente d'accordo con il post e con il tuo ultimo intervento.
Avendo lavorato sia come disegnatore che come autore posso dire che comunque, anche quando la sceneggiatura la faccio io, poi in fase di visualizzazione, bozze e disegno le cose cambiano sempre un po'. Non esiste sceneggiatore, per quanto bravo, che riesca a visualizzare completamente una sequenza, e anche se riesce a farlo potrebbe comunque trovare più efficace ciò che il disegnatore ha fatto. Vorrei ricordare, inoltre, che il fumetto si caratterizza da qualsiasi altra forma di racconto proprio per il fatto che è disegnato.
In Italia esiste certo una effettiva "supremazia" degli sceneggiatori che non si riscontra in nessun'altra parte del mondo, è un problema? Non lo so. Io ho sempre incontrato sceneggiatori molto attenti al lavoro del disegnatore e consci della differenza di tempo che occorre per completare il lavoro.
Penso che quando si lavora in collaborazione sia necessario comprendersi e abbandonare l'amor proprio per lasciare spazio alle idee dell'altro, avendo ben presente le dinamiche e i limiti delle proprie competenze. Alla fine ne guadagnerà solo la storia.

disa ha detto...

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